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i soldati italiani dall'Iraq. Firma la petizione
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 On
line il video dello Sciopero del 24 ottobre a Ferrara in
real video 56k
- adsl. |
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Pacifisti esibizionisti
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| Un mese di menzogne |
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| Fuori la guerra
dalla spesa |

Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, tra i fondatori della
Rete Lilliput e diretto da Francuccio Gesualdi, autore della
Guida al Consumo Critico edita dalla EMI, rende nota una lista
di prodotti, statunitensi e non, da boicottare per fermare
la guerra all'Iraq.
Ecco la lista. |
| Banche armate |

La rete Lilliput, così come in altre province, presenta
e sostiene a Ferrara la “Campagna Banche Armate”.
Ecco come. |
| Buon 2003 |
Per chi volesse proprio rivedere la presentazione del nuovo
sito in flash ecco il link giusto.
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| Bella Ciao on line |

Il film di Giusti, Torelli, Freccero, censurato dalla RAI
è on line. Contro la censura e per la libera circolazione
dei saperi, il video è su internet, scaricabile gratis:
sui server ftp di ngv
e inventati
(versione bassa qualità: real 30 MB; versione alta
qualità: mpeg 600 Mb). Gli aggiornamenti su nuovi
formati, mirror, proiezioni li potete trovare su Indymedia
Italia. Il volantino
del Forum di Ferrara (formato pdf). |
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Rassegna Stampa
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Il 12 dicembre
in piazza per i diritti
[30/11/08] - italia
- - - Franco Corleone -
La paura e l’insicurezza non sono più in cima alle preoccupazioni dei cittadini. La ragione non è dovuta alla diminuzione dei reati (già il Sole 24 Ore segnalava in agosto il decremento cominciato nel giugno del 2007 prima del governo Berlusconi), ma perché la macchina goebbelsiana della propaganda televisiva, in particolare dei Tg Mediaset e Tg1 Rai si è fermata. Parola di Ilvo Diamanti su Repubblica (23/11). Finalmente si scopre che la cosiddetta «percezione di insicurezza» dei cittadini, il convitato di pietra della politica, è un’arma caricata a comando. Così come è avvenuto con la campagna mediatica di mistificazione contro l’indulto.
Nonostante questa novità il Senato sta preparando per Natale un regalo avvelenato, l’ennesimo pacchetto sicurezza. A leggere i 55 articoli del disegno di legge si rimane sconvolti per l’insieme caotico di misure che calpestano diritti umani, Costituzione, principi elementari di ragionevolezza con l’unico risultato di distruggere la già dissestata macchina della giustizia e di far esplodere le carceri già oltre il limite di sopportabilità.
Ma quel che lascia sgomenti è l’acquiescenza con cui si accetta da parte di intellettuali, mass media e movimenti che si faccia strage del diritto e della legalità. Le campagne securitarie hanno raggiunto un risultato davvero eccezionale: l’assuefazione a ripetuti e ossessivi interventi che costruiscono un nuovo sistema che è stato efficacemente definito come populismo penale.
Il catalogo degli orrori spazia dai problemi del «decoro» urbano alla mafia. Così si prevedono sanzioni non inferiori a 500 euro per chi insozzi le pubbliche vie e l’indurimento del regime penitenziario del 41 bis e la riapertura delle carceri speciali di Pianosa e dell’Asinara (mentre Obama chiuderà Guantanamo!). Si monetizza il rinnovo del permesso di soggiorno con una tassa di 200 euro. 
Si prevede la reclusione fino a tre anni per chi usa i minori per l’accattonaggio e la decadenza dall’esercizio della potestà genitoriale. L’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato viene sanzionato con l’arresto e l’ammenda sino a 10.000 euro e la permanenza nei centri di identificazione viene estesa fino a diciotto mesi. Infine si prevede l’istituzione un registro presso il ministero dell’Interno per le persone senza fissa dimora e di ronde private per attività di presidio del territorio.
Siamo di fronte alla «galera sociale»: così il senatore Vito Carofiglio nel corso della discussione a Palazzo Madama ha magistralmente definito questo coacervo di norme intrise di demagogia.
Qualcuno/a penserà che queste misure non siano 
per lui o per lei: hanno di mira gli immigrati,
i poveri, la criminalità organizzata, dunque non sono preoccupanti. In realtà, quando si stravolgono 
i principi fondamentali di uguaglianza, la deriva autoritaria e razzista è destinata a non fermarsi e a coinvolgere sempre più soggetti fino a colpire tutta la società.
La madre delle emergenze è sempre incinta. Dalla droga al terrorismo, dagli zingari alle prostitute, dai matti ai writers c’è sempre una guerra da combattere. Alla fine arriva anche il tempo per chi in politica la pensa diversamente.
La banalità del regime è tutta qui, nell’incedere lento ma inesorabile con cui conquista le coscienze e il senso comune.
Lo sciopero del 12 dicembre può essere l’occasione per rompere le catene, urlare per il rispetto dei diritti e conquistare una diversa egemonia. Chiediamo troppo?
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